domenica 31 gennaio 2010

Animali d'affezione

Cioè i cani, i gatti, i criceti...
Giorni fa discutevamo proprio di questo: quando muore un rapace non è la stessa cosa rispetto ad un cane.
Balle!
Certo, sul momento quasi ce ne convinciamo, specie quando un cane viene a fare qualcuna di quelle scenette con cui ci frega o un gatto ci si rappallotola in braccio. Di certo nessun rapace farebbe una cosa del genere.
Dopo, però, arriva un nuovo lutto che ci riporta alla triste realtà, cioè il fatto che per noi è esattamente lo stesso, e lo viviamo con lo stesso dolore e disperazione. Specie quando il tutto succede in maniera imprevista, evitabile, o peggio quando magari pensavamo di poter fare qualcosa per salvarlo.
Cosa che crediamo sempre: non importa sia stata una fatalità, un incidente, una malattia o che. Pensiamo sempre che potevamo fare meglio, che potevamo fare di più, che se avessimo fatto altre scelte non sarebbe successo.
Ogni animale è come noi lo viviamo e come noi lo trattiamo. Chi prende il falco come una sostituzione coreografica del fucile, lo "usa" durante la stagione di caccia e poi lo ripone, di certo lo vive in maniera diversa. Anche chi lo addestra per mesi e mesi, e poi decide di anno in anno che non è ancora pronto e lo mette in muta, e così per tutta la vita, lo vive in maniera diversa.
Invece, quando dedichi ad un animale tutto il tempo di cui c'è bisogno, e gli dai tutto quello di cui LUI ha bisogno, ed impari a conoscerlo, a capirlo, ad anticiparlo (e lui impara lo stesso di te), allora non puoi fare a meno di soffrire quando, per un motivo o per un altro, ti lascerà.
Non esiste una categoria di "animali d'affezione", esistono gli animali a cui noi ci affezioniamo.